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L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE CIRCOSTANTE 2/2

  • Immagine del redattore: Coffee Talks
    Coffee Talks
  • 18 nov 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Si sente parlare sempre di più di casi in cui un lavoratore si mette in ferie per prendersi una pausa dallo stress da lavoro o, meglio, dalla gestione del rapporto coi colleghi. A volte sopraggiungono anche certificati medici per gastriti-da-stress e altri malesseri.


Negli ultimi tempi si sente ripetere come un mantra che le nuove generazioni di lavoratori sono scansafatiche, pigre, lamentose, poco propense all’impegno... Ironicamente, questo pensiero va sempre a braccetto con un altro, che vede lavoratori disposti a fare un passo in più, ad aggiustare le cose che vedono non funzionare, a sforzarsi di rispettare le scadenze... ma proprio non se la sentono di affrontare i colleghi o di giustificarsi perché fanno ciò per cui vengono pagati. Non hanno voglia di essere emarginati o additati per fare semplicemente il loro mestiere o di sforzarsi di rispettare le scadenze, se poi la controparte o il resto del team non fa il suo...


Che fare allora?


Quando si è difronte a gente volenterosa ma combattuta, il mio consiglio è quello di cercare di fermarsi un attimo e di riflettere: cosa mi è stato chiesto di fare? Mi pagano per questo?

Se la risposta è , allora si passa a un’ulteriore analisi: come questo può influenzare i miei colleghi? C’è qualcosa che posso fare per non danneggiarli e fare il mio dovere? E soprattutto: Posso con le mie azioni danneggiarli?

Se la risposta è , bisogna analizzare in che maniera e poi farsi un esame di coscienza e chiedersi “ma è un problema mio o suo? “. E, soprattutto, questo problema esiste veramente o è solo nella mia testa?


Le relazioni umane non sono mai facili, soprattutto in ambito lavorativo, ma bisogna mettersi un limite. Non sentirsi sempre colpevoli per fare le cose che secondo coscienza sono state fatte nel modo giusto, senza calpestare o strattonare gli altri. Se una cosa era da fare, è giusto che sia stata fatta, senza esagerare e senza prevaricare gli altri. L’obiettivo deve essere quello di risolvere i problemi, non crearli; di raggiungere l’obiettivo, non di posticipare il rientro dalle vacanze...

Dall’altro lato bisogna anche essere onesti e corretti con i colleghi. Se pretendiamo da altri onestà e puntualità, dobbiamo almeno sforzarci di fare lo stesso.


La vita ci insegna che qualunque cosa si faccia, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare e giudicare il nostro operato: non si farà mai qualcosa che andrà bene a tutti.

L’importante è che siamo onesti ed etici, poi tutto il resto andrà da sè. E di sicuro ammalarsi o farsi venire un esaurimento non è la soluzione più corretta e non giova a nessuno.


Se avete un problema con un collega o con un superiore prendetelo in disparte e cercate di discuterlo, esponendo in modo calmo ed onesto le ragioni e come vi sentite. Magari scoprirete che è tutto un malinteso o una sensazione vostra. Se invece anche parlarne non porta a buon fine mettetevi una mano sulla coscienza e se siete certi di avere fatto tutto quello che doveva e poteva essere fatto come doveva essere fatto (magari chiedete anche l’opinione di un altro collaboratore) prendete atto della situazione e convincetevi che questo non dipende da voi. Voi avete fatto la vostra parte, il resto verrà da sé.

E vivete un po’ più leggeri: il tempo darà ragione.


Se prima di un’importante gara avete messo in guardia chi di dovere su eventuali conseguenze dell’agire in un determinato modo, con garbo e gentilezza, senza prevaricare nessuno (magari anche più di una volta!) siate certi che non passerà inosservato (anche se forse non lo ammetteranno!). Se non è vostra diretta responsabilità non dovete preoccuparvene: avete fatto la vostra parte!

Certo è frustrante e a tratti stupido avere la soluzione tra le mani e nessuno che vi ascolti (soprattutto se ci tenete a quello che fate!) ma a volte è necessario far sbagliare per far capire anche quanto valete (sempre nel caso in cui non ci siano grandi conseguenze in vista come taglio del personale o simili, perché allora li bisogna lottare il tutto e per tutto senza badare all’atmosfera di ufficio se pensate che la strada corretta sia una).

 
 
 

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