Decision Fatigue: il costo nascosto delle nostre decisioni (e come il Thinking Design lo riduce)
- Coffee Talks

- 6 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Quante decisioni si prendono in una giornata?
Alcune sono piccole (cosa mangiare a pranzo), altre cruciali (strategie di business, investimenti, scelte di team). Eppure tutte hanno un costo: la nostra energia cognitiva.
La decision fatigue (affaticamento decisionale) è un fenomeno psicologico secondo cui più decisioni siamo costretti a prendere in un arco di tempo, più la qualità delle nostre scelte cala:
si diventa più impulsivi
si rimanda
si sceglie per “default” invece di valutare davvero le opzioni.
Infatti, la nostra mente consuma energia nel valutare opzioni e dopo un po’ non riesce più ad essere efficiente e operare secondo criterio. Ed è, quindi, a questo punto che troviamo consumatori che scelgono prodotti meno coerenti dopo tante opzioni o manager che prendono scorciatoie cognitive sotto pressione.
Grazie all’ approccio strutturato del thinking design, il peso delle decisioni si riduce, aiutandoci ad intraprendere la “strada giusta”, tramite gli svariati framework a nostra disposizione, che contesti che facilitano decisioni migliori
1. Design Thinking
Alterna fasi divergenti (generare idee) e convergenti (scegliere).
Permette di prendere decisioni quando serve, con criteri chiari.
2. Double Diamond
Divide il processo in 4 fasi (Discover, Define, Develop, Deliver).
Evita di confondere il momento creativo con quello decisionale.
3. Lean UX & Agile
Sprint brevi = scelte distribuite e meno pesanti.
Iterazioni continue: non serve decidere tutto e subito, si impara facendo.
4. La Matrice di Eisenhower
aiuta a distinguere i task urgenti da quelli importanti
ordina le nostre priorità
E tanti altri.
Non dobbiamo dimenticare che la decision fatigue è inevitabile; quello che possiamo, però fare è disegnare processi che alleggeriscano il nostro carico mentale, distribuendo le decisioni nel tempo e usando strumenti visuali e collaborativi che rendano i percorsi chiari.
In questo modo, non solo prendiamo decisioni migliori: preserviamo le energie per quelle che contano davvero.





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