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L'ERA POST-COVID19: LA CENTRALITA' DELLA COMUNICAZIONE NEL PROCESSO DI RINASCITA

  • Immagine del redattore: Coffee Talks
    Coffee Talks
  • 15 mar 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 22 mar 2020

Fiducia.


Ecco la parola chiave per l'epoca post-COVID19.

Bisognerà recuperare o, meglio, creare fiducia. Fiducia nelle persone. Fiducia nelle istituzioni. Fiducia in un futuro migliore.

Fiducia. E’ quello che abbiamo dimenticato da molto tempo. E’ quello che influenza le nostre scelte ogni giorno. E’ quello che ci fa dubitare o credere ogni giorno: quando andiamo dal medico, quando ci dicono di fare qualche cosa o dobbiamo prendere decisioni. La fiducia che poniamo negli altri e nelle cose...


Anche se può sembrare una caratteristica strettamente legato alla vita privata delle persone, la fiducia è, in realtà, un elemento essenziale anche per ogni campo d'azienda: dai rapporti coi colleghi a quelli con possibili fornitori e clienti ma, soprattutto, gioca un ruolo cruciale nella promozione di prodotti e servizi, così come per la reputazione s'impresa..


E dopo il COVID19 l’Italia dovrà proprio lavorare sulla propria fiducia, fiducia in sé stessa, nei suoi abitanti e nelle aziende che la compongono. L’Italia dovrà agire riscoprendosi un’unica entità, "un'impresa" che deve promuoversi e far crescere la propria reputazione, il proprio brand.


La fiducia, si sa, è cosa rara e preziosa. Non la si può pretendere: la si deve guadagnare, coltivare giorno per giorno ed è difficile da ottenere (e ri-ottenere) una volta persa. Per questo risulterà estremamente essenziale il ruolo della comunicazione, attività da sempre strettamente legata alla creazione di fiducia e affermazione di valori.

Parlando di comunicazione, non ci si riferisce qui alla mera cernita di notizie da riportare, quanto alle modalità con cui si decide di riferirle, i messaggi che portano con sè e, ancora più fondamentale, la capacità di creare valori comuni, un'identità forte a cui fare riferimento.

La comunicazione dovrà essere quello strumento che al di là di ogni credo politico o interesse personale, dovrà essere in grado di farci riunire tutti sotto un unico cappello, per raggiungere coesi obiettivi comuni: il risollevamento economico, e la creazione di valore per una Nazione che è per sua natura variegata e differente. Occorrerà ri-scoprire quei valori nei quali tutti, da nord a sud, siamo in grado di identificarci e riconoscerci, la creazione o, meglio, il rafforzamento dell'immagine Italia, un’immagine che abbiamo dimenticato di difendere e promuovere per troppo tempo.


Passata l'emergenza Covid19 toccherà ai comunicatori sostenere le imprese (e le persone) alla rinascita e al successo.

Al lato pratico, la comunicazione interna (intesa come corretta e completa informazione) dovrà garantire che i vari “reparti” riescano ad interagire fluidamente tra di loro, a raggiungere l’informazione giusta, in poco tempo e in modo completo; la comunicazione esterna avrà, invece, il compito di creare e alimentare quello spirito di appartenenza che si riesce a vedere solamente in rare occasioni, come, ad esempio, durante la vittoria dei Mondiali: tutti uniti, tutti coesi guardando una stessa immagine ed enunciando le stesse frasi.


E' chiaro, pertanto, che spetterà ai comunicatori e alla comunicazione in generale la responsabilità di creare una palette di valori e uniformità d’idee che tutti (aziende, cittadini e istituzioni) possano usare come modello, delle linee guida per prendere decisioni ed indirizzare gli investimenti. Sarà importante fissare degli obiettivi comuni a cui tutti dovremmo puntare e inseguire in modo coeso, favorendo la creazione di reti per una promozione più forte, univoca e diretta di quel fantastico Paese chiamato Italia.


(Per approfondimenti su Covid19 e comunicazione vd anche questo articolo)







 
 
 

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